2026: le principali tendenze Spirits
Quali saranno i trend che caratterizzeranno il mondo spirits nel corso del 2026? A tracciare la linea è Antonio Beneforti, esperto selezionatore di Proposta Spirits, divisione di Proposta Vini dedicata al mondo dei distillati e dei liquori, che nel 2025 ha registrato una crescita delle vendite del 34%.
Vermouth: questo prodotto tradizionale italiano rappresenta la grande scommessa di Proposta Spirits del 2026. In questi ultimi anni abbiamo già assistito a un suo grande sviluppo e diventerà sempre più attraente, anche per i giovani, in quanto trait d’union tra liquoristica ed enologia. Riproposto come aperitivo nella versione classica torinese del Vermuttino (con soda e scorza di arancio o limone) o nella versione più moderna con la tonica, style gin tonic, il Vermouth sarà sempre più protagonista nel mondo della ristorazione non solo per l’happy hour ma anche come valida alternativa al vino da dessert con il suo carattere speziato che sovrasta la componente zuccherina. Un prodotto sempre più transgenerazionale che parla di tradizione per i consumatori over 50 mentre proposto con l’aggiunta di tonica diventa un cocktail d’appeal per la fascia dei più giovani, attratti molto di più dalla mixology che dal vino;
Gin: anche nel 2025 il gin continua a essere protagonista del mercato con una crescita a doppia cifra che ne traina la produzione a scapito degli spritz che stanno soffrendo invece di un calo dell’attenzione da parte dei consumatori che preferiscono un cocktail più trendy come il gin tonic. Il mercato sembra essere arrivato a un punto di saturazione, popolato da troppi brand, e forse inizierà una selezione naturale tra marchi senza fondamenta solide e produttori (solitamente distillerie) che raccontano meglio tradizione e territorio anche nel gin;
Amari e brown spirits: il segmento dell’after dinner complice l’entrata in vigore del nuovo Codice della strada e il “terrorismo” psicologico a esso legato nella prima parte dello scorso anno ha subito durante il 2025 un calo di attenzione e consumi che ha coinvolto in primis gli amari, di cui il nostro Paese vanta una ricca produzione e tradizione. Segnali positivi invece per i cosiddetti brown spirits, ovvero rum, whisky, brandy e cognac, i cui estimatori sono in crescita e che si stanno facendo largo nelle drink list di locali e ristoranti;
Sostenibilità: se nel 2024 l’attenzione all’ambiente e alla sostenibilità rappresentava un argomento nuovo, il 2025 ha segnato un cambio di marcia importante con una sensibilità e un interesse sempre più crescente – che proseguirà anche nel 2026 – in questa direzione con un numero sempre maggiore di locali che hanno creato cocktail list con solo prodotti sostenibili o che hanno attivato azioni benefiche sociali e/o ambientali ispirate alle scelte compiute dai produttori.

